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Domani ad Airola per lo sciopero generale
post pubblicato in diario, il 11 dicembre 2008


Lo sciopero indetto dalla CGIL per il 12 dicembre è un momento di partecipazione democratica aperto a quanti non approvano le scelte operate dal Governo per fronteggiare l’attuale crisi economica e non riconoscono la capacità dell’esecutivo di elaborare un piano di rilancio all’altezza della gravità della situazione che il Paese sta vivendo. Il decreto anti-crisi adottato dall’esecutivo appare infatti assolutamente insufficiente ed inadeguato a dare risposte concrete alle attese ed alle aspettative delle fasce deboli e delle famiglie. Ci si limita all’introduzione di misure provvisorie e dalla limitata efficacia quando occorre mettere in campo iniziative durature, come le detrazioni fiscali, e riforme strutturali come quella del sistema degli ammortizzatori sociali. Non vi è poi traccia di un qualsiasi intervento atto a rilanciare la competitività del sistema Paese, come testimonia la scarsa attenzione mostrata dal Governo verso la questione energetica, settore nel quale, in tema di rilancio economico, molti paesi stanno concentrando importanti investimenti.

Nel complesso lascia perplessi l’atteggiamento del Governo che sta affrontando la peggiore crisi che il Paese ricordi negli ultimi decenni semplicemente limitandosi ad alchimie contabili per non alterare i conti di una manovra economica varata in estate in un contesto troppo diverso da quello attuale, quando si doveva ricorrere a risorse eccezionali. Ed invece, come già accaduto per il finanziamento del decreto ICI, si è scelto di sottrarre nuovamente risorse destinate alla crescita ed allo sviluppo del Mezzogiorno, considerato che parte del provvedimento è finanziato mediante il trasferimento di fondi FAS (Fondi per le Aree Sottoutilizzate). Fondi che al momento dell’insediamento del nuovo Governo ammontavano a 64 miliardi di euro e che in pochi mesi sono diminuiti di ben 16,648 miliardi di euro. Nello specifico il Ministero dell’Economia ha reso noto che 7,972 miliardi di euro del Fas sono andati a favore della manovra d’estate, un miliardo e mezzo di euro è servito per coprire l’operazione ICI, 934 milioni di euro sono andati al bonus energia, 450 milioni per l’emergenza rifiuti in Campania e 2,4 miliardi di euro sono andati a Rfi e Trenitalia.


Qui nel Sannio la scelta di dedicare la mobilitazione del 12 dicembre alla crisi del Contratto d’Area di Airola conferisce un significato ancora maggiore all’evento. Sarà infatti l’occasione per porre di nuovo al centro del dibattito politico la grave crisi che ha colpito uno dei maggiori polmoni produttivi della provincia. Un polo insediatosi nella cittadina sannita grazie ad un finanziamento pubblico di circa 180 milioni di euro, la cui crisi sta investendo in primo luogo la vita reale e le speranze di futuro delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende interessate. Una crisi che col passare del tempo ancora non trova soluzione anche perché la direzione, nonostante abbia beneficiato di ingenti risorse pubbliche, non sta rispettando le clausole ed i vincoli previsti dal contratto stipulato con lo Stato, né si cura di comunicare le proprie intenzioni rispetto ad una vicenda che col passare del tempo si fa sempre più incresciosa.

Una situazione quella di Airola che non rappresenta certo un caso isolato nella nostra provincia, dove sono circa una settantina le aziende che hanno annunciato la chiusura e la cassa integrazione mettendo a rischio circa 2400 lavoratori. A tal proposito ho già proposto più volte di costruire un Accordo di programma per il Sannio tra le istituzioni locali, la Regione e il Governo, per rilanciare lo sviluppo industriale e produttivo del nostro territorio puntando su settori innovativi e con una prospettiva di mercato e garantire così la salvaguardia dell’occupazione.

E’ opportuno, a mio avviso, che la Provincia di Benevento assuma rapidamente e senza ulteriori indugi un’iniziativa in tal senso chiedendo a Regione e Governo di avviare il percorso che ci condurrà alla definizione dell’Accordo di programma.

Come sta avvenendo nel campo delle infrastrutture anche nel settore delle politiche industriali bisogna impostare una strategia intelligente che dia risposte ai problemi di queste comunità.

Il significato della mobilitazione del 12 dicembre non si esaurirà dunque nella protesta verso i provvedimenti del Governo perché centrale nell’evento sarà la questione dello sviluppo e della crescita del nostro Sannio.






permalink | inviato da Costantino Boffa il 11/12/2008 alle 20:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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